
Valve avanza con SteamOS, Proton e FEX per rendere Windows e x86 opzionali nei giochi, grazie ad Arm64EC; scopri cosa cambia per i videogiocatori.
Valve non sta abbandonando né Windows né x86, ma li sta rendendo meno obbligatori per eseguire la libreria Steam. Gli aggiornamenti software si concentrano sulla compatibilità e sulla risposta dell'hardware, con miglioramenti che vanno oltre le prestazioni grezze.
SteamOS evolve oltre il Deck
SteamOS si sta preparando a funzionare su più dispositivi. Le versioni recenti ampliano il supporto, includendo il Legion Go S e altri palmari dotati di NVMe, e aggiornano il sistema di compatibilità oltre l'esperienza originale del Deck. Nelle versioni 3.7.8 e 3.8, la piattaforma ha ottenuto il supporto iniziale per Steam Machine e una base Arch aggiornata, offrendo un'esperienza meno legata al Deck.
Inoltre, Valve prepara SteamOS per funzionare su hardware proprietario in futuro: la Steam Machine rimane x86, mentre Steam Frame VR utilizza lo Snapdragon 8 Gen 3 (Arm64), il che significa che SteamOS e il suo stack di compatibilità coprono già sia x86 che Arm. L'ecosistema è stato progettato per ridurre le dipendenze da un'unica piattaforma.
Arm sul tavolo: FEX-2604 e il salto di Arm64EC
Ciò che è cambiato concretamente è l'integrazione di FEX-2604 in Proton 11.0 Beta, insieme a una configurazione Arm64EC. FEX è un emulatore/JIT da x86 ad Arm64 Linux; traduce le istruzioni x86 al momento dell'esecuzione, mentre le API Windows e i componenti grafici continuano a essere gestiti da Wine, DXVK e VKD3D-Proton. Questo doppio stack, FEX + Proton, separa la traduzione delle istruzioni dalla compatibilità Windows, riducendo il peso di ogni singolo livello.
Questa integrazione è la prima a essere ufficialmente inclusa nello stack beta di Proton, aprendo la strada all'esecuzione di giochi Windows x86-64 su hardware Arm senza richiedere versioni native Arm per ogni gioco.
Proton: la forza trainante dietro la compatibilità
Proton continua a essere il pezzo fondamentale che ha reso Windows un'opzione, non un obbligo. L'obiettivo è ridurre la dipendenza da Microsoft e dalle API Windows, mantenendo il gioco stabile dietro uno strato continuo di compatibilità.
Il Deck ha contribuito a creare un ciclo di feedback tra sviluppatori e consumatori: quando i giochi giravano bene sul Deck, c'era un incentivo alla compatibilità che, a sua volta, ha aumentato l'interesse a pubblicare con SteamOS e Proton. Con l'evoluzione, Windows può continuare a essere un target di build, ma non un runtime obbligatorio.
Tra le novità recenti, l'integrazione di NTSYNC nel kernel mainline facilita la sincronizzazione tra Windows e Proton, e il supporto per il syscall user dispatch di Wine 11.5 aiuta con i casi di syscall dirette, aprendo spazio a più giochi nello stack Arm64EC.
Prestazioni in numeri ed esperienza pratica
I test dell'autore hanno dimostrato che, su hardware ARM ad alte prestazioni, giochi come Cyberpunk 2077, Doom Eternal e Counter-Strike 2 possono girare con buona fluidità utilizzando FEX + Proton, anche se persiste il tipico overhead dell'emulazione. Nei test eseguiti su hardware specifico, CS2 ha raggiunto circa 117 FPS a 1440p con impostazioni massime, Cyberpunk si è avvicinato ai 50 FPS e Doom Eternal è rimasto tra i 140 e i 170 FPS, dimostrando che l'esperienza è già molto vicina a quella nativa in molti casi.
Un concetto chiave in questo scenario è il thunking: le chiamate OpenGL/Vulkan tradotte passano direttamente alle librerie native ARM invece che attraverso l'intero stack di emulazione, riducendo il costo della CPU. Quando ciò non è possibile, può verificarsi il rendering via software, come accaduto in uno dei tentativi iniziali del test.
Cosa resta e cosa ci aspetta
L'ecosistema non è privo di ostacoli. Oggi, i maggiori colli di bottiglia tendono a essere l'anti-cheat a livello kernel, i DRM e i servizi di piattaforma, oltre a codici o particolarità di timing che ancora basano le proprie logiche su assunzioni x86. Valve non può risolvere tutto questo da sola.
Inoltre, l'industria sta già migrando verso Arm: Microsoft lavora con Prism in Windows 11 per la traduzione x86-Arm, e Apple ha già completato gran parte della transizione con Rosetta 2. In questa danza, Valve appare come un attore Linux di peso, che cerca di ridurre la dipendenza da Windows e x86 senza abbandonare completamente l'ecosistema attuale.
Conclusione: verso una libreria sempre più indipendente dal sistema
Con la maturazione di Proton e FEX, molti giochi diventano trasparenti per l'utente: puoi semplicemente giocare, senza pensare allo strato di compatibilità sottostante. La comunità degli sviluppatori guadagna dati di compatibilità tramite il Deck, e Valve sembra scommettere sul fatto che, quando l'hardware migrerà da x86 ad Arm senza che l'utente se ne accorga, il merito continuerà a essere di ciò che è stato costruito dall'azienda.
E tu? Qual è la tua scommessa: manterrai la tua libreria su Windows, o speri già in un ecosistema in cui SteamOS, Proton e FEX rendano Windows opzionale per la tua esperienza di gioco? Lascia il tuo commento qui sotto e partecipa alla conversazione.
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